Damien Hirst

Un tesoro sommerso, un relitto, una scoperta che ha dell’incredibile!

Cari amanti delle nuove scoperte, questa volta “Un giro in Italia” ha fatto una vera e propria full immersion in un mondo sommerso per restituirvi il racconto di un’esperienza dai tratti meravigliosi nel mondo incantato dell’arte. Seguiteci all’interno della mostra di Damien Hirst – Treasure from the wreck of the unbelievable, e tornerete a casa assolutamente cambiati!

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Chi è Damien Hirst?

Da molti è definito il più grande artista inglese del nostro tempo. Per altri è un folle, un visionario, un genio. Per noi esploratori è stata una rivelazione scoprire il suo mondo e in qualche maniera entrare a farne parte. In occasione del nostro itinerario esplorativo nella città di Venezia abbiamo visitato la mostra “Treasures from the wreck of the unbelievable” (aperta fino al 3 dicembre 2017), divisa fra Palazzo Grassi e Punta della Dogana: due location assolutamente fantastiche e incredibilmente adatte ad ospitare le “creature” di Hirst.

Orari d’ingresso

Palazzo Grassi
Mercoledì – Lunedì: 10.00-19.00
Chiusura: martedì

Punta della Dogana
Mercoledì – Lunedì: 10.00-19.00
Chiusura: martedì

La mostra di Palazzo Grassi

Palazzo Grassi è un edificio situato del sestiere di San Marco e si affaccia sul Canal Grande. È  uno degli antichi palazzi lagunari più noti della città perché è spesso sede di mostre d’arte meritevoli di particolare interesse proprio come nel caso di Hirst.

La mostra in questione ha occupato tutti gli spazi dell’edificio, compresa la corte centrale che ha ospitato un mostro, “Demon with bowl”, di dimensioni enormi (circa 18 metri).

Appena all’ingresso (il biglietto vi costerà 18 euro con possibili agevolazioni) sarete sopraffatti dall’imponenza di questo gigantesco essere dei mari la cui testa giace separata dal corpo con le fauci aperte e i denti affilati.

La scoperta e il recupero dei manufatti

Per comprendere davvero cosa state guardando, salite al primo piano e assistete alla proiezione del video relativo alla scoperta dei manufatti in esposizione. Sì, avete capito bene: scoperta!!! Perché Hirst ha ideato il suo progetto “fingendo” di aver recuperato in mare aperto tutte le sue opere. Ha fatto realizzare tutte queste strepitose creature, per poi farle immergere realmente in acqua e filmare un finto recupero delle stesse… In principio vi sembrerà folle, compreso l’enorme dispendio di denaro utilizzato per realizzare il  documentario del falso recupero. Ma se riuscirete e seguire la sua logica ne rimarrete folgorati.

Hirst ha inventato una vera e propria storia del ritrovamento di queste antichità. Nel 2008, al largo della costa orientale dell’Africa, immagina sia stato scoperto un vastissimo sito grazie al ritrovamente del relitto di una nave appartenuta a Cif Amotan II liberto di Antiochia che avrebbe voluto portare questo immenso tesoro nel tempio del dio del Sole.

Un incredibile falso ritrovamento?

Già questa storia pensiamo sia un’idea fantastica. Se fosse stato vero il foto 0190 200x300 - Damien Hirst – Treasure from the wreck of the unbelievablerecupero di una tale quantità di manufatti si tratterebbe certamente del più grande ritrovamento al mondo!

Ma Hirst lo fa di proposito e lo fa anche con l’intento di sbeffeggiare il ritrovamento di simili reperti. Questo perché se da una parte vedrete mostri marini e bellissime statue raffiguranti antiche e fiere divinità, dall’altra ritroverete (ricoperti da incrostazioni marine che sembrano davvero reali) statue dei Transformers, di Pippo, Topolino e dello stesso Hirst.

Per ben 3 piani dell’edificio avrete la possibilità di vedere opere assolutamente straordinarie aiutati da una guida cartacea, che vi sarà data all’ingresso, grazie alla quale potrete scoprire tutti i segreti relativi ad ogni singola opera.

Terminato il vostro giro, durante il quale potrete scattare tranquillamente delle fotografie, non vi rimarrà che lasciare Palazzo Grassi e raggiungere il Museo di Punta della Dogana, dove si trova la seconda parte dell’esposizione.

 

Punta della Dogana

Conosciuta anche come Punta della Salute, quest’ultima è una zona di Venezia che divide triangolarmente il Canal Grande e il Canale della Giudecca. Per arrivare fin qui dovrete fare un bel giro a piedi, arrivando nel sestiere di Dorsoduro da San Marco oppure prendendo una zattera (gondola-traghetto) a Santa Maria del Giglio e in un attimo sarete arrivati.

L’esposizione continua

In questa location molto moderna e ampia – possibilmente ancora più bella di Palazzo foto 0156 200x300 - Damien Hirst – Treasure from the wreck of the unbelievableGrassi – troverete le opere più maestose di Hirst. Vi segnaliamo subito  il fantastico The Calendar Stone (calendario della cultura mesoamericana e azteca) , l’imponente Hydra and Kali in duplice versione (prima e dopo l’ipotetico restauro) che raffigura la divinità indiana dai molteplici arti nell’atto di scontrarsi con una creatura tipica della cultura greca, i due straordinari corpi di Woman’s Tomb, The Warrior and the bear (già visto in miniatura a Palazzo Grassi) legata all’antica arkteia greca (rito di maturazione durante il quale gruppi di fanciulle ateniesi imitavano i gesti di un’orsa mentre compivano sacrifici) e il famoso The Minotaur dal forte impatto emotivo.

Quest’ultima rappresentazione, infatti, della creatura metà uomo e metà toro nell’atto di violentare una vergine ateniese rappresenterebbe i pericoli di una incontrollata sessualità maschile.

L’opera che, però, riassume in qualche modo l’intera mostra e se ne fa portavoce è Sun Disc, un disco solare con la centro un volto umano che emerge da un armonico motivo a raggi.

Un’esposizione multiculturale

È evidente come Hirst in queste sue installazioni abbia volutamente mescolato culture di ogni tipo: greca, indiana, egizia, moderna e anche contemporanea rifacendosi a miti del cinema d’oggi. Riuscire a mettere insieme tutti i pezzi di questa logica straordinaria ammettiamo non sia cosa semplice, ma di certo vale lo sforzo. Sicuramente la mostra colpisce per la straordinarietà delle opere stesse, per la grandezza e l’incredibile qualità dei materiali utilizzati: marmo di Carrara, marmo rosa, pietre bagnate in oro, bronzi e molto altro ancora. Ne siamo stupefatti!

Hirst che già da tempo è conosciuto per la sua sfrontatezza (manifesto della sua poetica è L’impossibilità fisica della morte nella mente di un vivo, consistente in uno squalo tigre di oltre 4 metri posto in formaldeide dentro una vetrina), ha ancora una volta osato moltissimo. Ma come si suol dire, “la fortuna aiuta gli audaci”. E noi siamo certi che il suo ardimento artistico sarà ancora una volta premiato! Noi di “Un giro in Italia” certamente non dimenticheremo presto quest’altra straordinaria avventura. Mi raccomando #staywithus e vi mostreremo sempre cose incredibili.