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Arezzo – Toscana

MG 8173 300x200 - ArezzoQuesta volta niente aereo. Abbiamo deciso di viaggiare in auto beneficiando degli innegabili confort inclusi in questo mezzo: ci si può fermare a proprio piacimento, gustare il panorama, vederlo cambiare chilometro dopo chilometro, fare qualche pipì-stop lungo il percorso e, soprattutto, essere autonomo una volta arrivato a destinazione.

E infatti così è stato!

Giunti ad Arezzo abbiamo scelto di fare subito un giro per la città. Roberto, che ha lavorato qui per diversi anni, è la guida ufficiale di questo nostro giro in Toscana e tutto quello che leggerete è in qualche maniera frutto dei suoi commenti, ricordi ed emozioni.

Il vecchio e il nuovo

Parcheggiato nei pressi di un verdeggiante parco in Via Francesco Folli, la prima cosa che Roberto ha voluto mostrarmi è stato il vicino tribunale. Lo so, siamo viaggiatori anomali, che si perdono in cimiteri monumentali e visitano tribunali. Ma come sempre, anche questa volta ne è valsa assolutamente la pena. L’edificio del quale vi sto parlando è in realtà frutto della fusione di due diversi fabbricati: il primo molto antico ed elegante, il secondo ultramoderno e rivestito da listelli in metallo ricurvi. Tutti e due tenuti insieme da una passerella in vetro. Futurista no? La cosa più insolita, tra l’altro, è stata quella di provare uno dei miei famosi deja-vù, proprio come quello del Museo Egizio di Torino. Più guardavo la passerella più mi sembrava di essere già stata in questo posto. Incredibile!

Solo dopo un lungo rimuginare ho finalmente capito. In questo posto hanno girato una fiction andata per la maggiore qualche anno fa: “Una sera d’ottobre”…Ve la ricordate? Io sì e con particolare affetto, per lo più perché legata alla mia vita da studentessa fuori casa… 🙂

Meglio, però, che non mi perda nei ricordi. Andiamo avanti alla scoperta di Arezzo.

Verso il centro città.

A meno di un chilometro da lì si arriva nella via principale, la più frequentata della città. Noi l’abbiamo percorsa interamente a piedi lasciandoci superare da ciclisti e motociclisti. Le due ruote pare che da queste parti vadano per la maggiore.MG 8488 300x200 - Arezzo

Lungo il corso abbiamo curiosato in negozietti di ogni genere: per lo più di antiquariato e restauro. In effetti non c’è molto altro su cui buttar gli occhi perché a quanto mi dice Roberto in questa città la tradizione antiquaria è delle più fiorenti. Un po’ come la tradizione orafa.

Abbiamo  così proseguito il nostro giro arrivando nel centro storico e sbucando sotto la Cattedrale di San Donato. Da qui abbiamo imboccato una strada secondaria che ci ha portati dritto dritto in Piazza Grande: un luogo, credetemi, davvero magnifico! Ha una forma un po’ strana, devo ammettere,  leggermente inclinata,  ma si è rivelata da subito carica di una forte energia. Ha un magnetismo tutto speciale, che pare intensificarsi durante la famosa “Giostra del Saracino”.

La giostra del saracino

Sapevate che anche Arezzo ha un suo palio, proprio come quello di Siena?

La rievocazione storica, che si tiene ogni penultimo sabato del mese di giugno e durante la MG 8241 300x200 - Arezzoprima domenica di settembre, affonda le sue origini nel Medioevo. La giostra consiste nel colpire con una lancia un bersaglio collocato sullo scudo del “Buratto“, un finto cavaliere girevole che rappresenta il “Re delle Indie”.

Detto così sembra un’impresa facile: una classica giostra medioevale con cavaliere e bersaglio. E invece no. Perché l’indomito guerriero deve colpire il suo avversario senza farsi ferire a sua volta dal “Mazzafrusto, la lancia imbracciata dal Buratto.

Non vi sembra eccitante? Noi questa volta abbiamo perso l’occasione di assistere a questo evento, ma di sicuro torneremo per goderci il prossimo spettacolo!

L’arte per strada.

Nel frattempo, mentre Roberto continuava a raccontarmi di questa manifestazione millenaria, il tempo è volato via. E verso le otto di sera siamo stati raggiunti da Luca, un vecchio amico di Roberto, e dalla sua compagna, Graziella.  Insieme abbiamo percorso il famoso Corso Italia, affascinati da negozi e ristoranti decorati in maniera davvero stravagante. Ovunque buttassi l’occhio c’era in vetrina una qualche eccentrica opera d’arte. Le nostre due guide, a questo proposito, ci hanno spiegato che la ragione di tanto fermento artistico è dovuto ad una evento culturale chiamato “Icastica” , nato nel 2013, che ha l’obiettivo di unire arte visiva e momenti di spettacolo cittadino sistemando in giro per la città opere d’arte uniche e suggestive.

Fino al 31 ottobre Arezzo si è colorata dei caratteri e delle personalità di artisti differenti in quasi quaranta sedi tra musei, piazze e vie. Siamo stati letteralmente circondati da statue d’ogni tipo, appese a degli ombrelli e sospese sulle nostre teste lungo tutto il corso. Le opere di Michal Trpak, ecco il nome dell’artista, erano ovunque. Abbiamo camminato con i suoi frettolosi Humanoids a pochi metri dalla stazione e ci siamo seduti vicino agli uomini-mummia macchiati di sangue e tenuti insieme da legacci. Alle spalle di queste ultimi una frase a noi cara di A. Einstein
“Non possiamo pretendere che le cose cambino se continuiamo a fare le stesse cose.
E come dargli torto?

Arte e bellezza ovunque!

Sempre a pochi passi da questi omini si trova la Basilica di San Domenico e all’interno un’altra opera, minimal questa volta, di Antony Gormley: una crocifissione a cubetti. Straordinaria!

Non c’è cosa più esaltante che camminare per le vie di una città che brulica di arte. Sedie particolarissime, oggetti in rame e altri metalli che pendono dalle pareti, vetrine allestite con quadri e mobili antichi. Che dire, ci si sente diversi! E non vi nego che un piccolo pensiero, come sempre, è corso alla mia città e alle mille attività che sarebbe possibile realizzare. Anche da noi potrebbe accadere qualcosa del genere e tutti i cittadini ne sarebbero certamente entusiasti. Ma succederà mai?

Verso la parte storica della città.

Ora andiamo avanti. Come dicevo poco sopra Luca ci ha fatto da guida e dopo il lungo viaggio fatto in mattinata, MG 8230 200x300 - Arezzoe un primo giro d’ispezione per Arezzo, non poteva che starci bene una bella cena a base di pietanze locali. La pizzeria che ci ha ospitati è “Mivà di più” in Piazza Sant’Agostino. Davvero un posto accogliente, con del cibo ottimo. Non potevamo scegliere meglio di così; considerato che anche una vegetariana trova il modo di saziarsi a dovere.

Alla fine della giornata.

A fine serata eravamo stanchissimi. Un saluto ai nostri amici e un arrivederci al giorno dopo.

L’albergo che ci ha ospitati si trova a qualche chilometro da Arezzo, il Best Western di Rigutino, un paesino nel quale ogni anno si svolge la tradizionale “Sagra della Polenta“. Una mezza idea di farci un salto la sera stessa mi ha sfiorata, ma la stanchezza ha avuto la meglio e ho desistito.

Fiera Antiquaria

Il mattino seguente freschi come non mai, abbiamo fatto ritorno nella nostra bella Arezzo per far visita ad uno degli eventi più attesi del mese: la Fiera Antiquaria aretina. Ogni prima domenica del mese e sabato precedente viene organizzata in Piazza Grande – e nelle altre vie che portano al centro storico – questo evento di rara bellezza. La Fiera Antiquaria è nata nel 1968, e da ben quarantacinque anni presenta ininterrottamente ai collezionisti o semplicemente a curiosi e amanti del genere una grande quantità di oggetti rari e curiosi. L’aria stessa che si respira lungo le strade è quella d’altri tempi: sulle bancarelle è possibile trovare davvero cose di ogni genere. Statuette orientali, poltrone degli anni settanta, vecchi orologi a cucu, maschere e bambole, anche un po’ spaventose devo dire. E la curiosità dei passanti è ai massimi livelli, ma tutti hanno una cura e un rispetto per quelli oggetti che non ho mai visto in altri luoghi.

Alla fine non abbiamo comprato niente: non siamo dei veri estimatori! Ci siamo fatti piuttosto travolgere da una piccola mostra iconografica dedicata agli angeli esposta nel Palazzo della Provincia. Molto carina e decisamente variopinta!

L’interland aretino: Castiglion Fiorentino

IMG 7467 300x200 - ArezzoPiù tardi abbiamo rincontrato i nostri amici e con loro abbiamo fatto un altro giro per la città. Una veloce scorsa al mercato in zona Giotto e poi un aperitivo pre-pranzo. Questa volta si è trattato di qualcosa di molto più fugace visto che in serata avremmo fatto visita ad un paesino a pochi chilometri da Arezzo che si chiama Castiglion Fiorentino.

Veloce pit-stop in albergo ed eccoci in questo comune di poco più di tredicimila abitanti con l’aspetto di un’antica fortezza medioevale. A quanto mi è stato riferito questo posto un tempo era un’area alquanto malsana, ma più tardi la zona paludosa è stata bonificata a più riprese. Diciamo che la buona sorte non sempre è passata da queste parti poiché nel 1348 la popolazione è stata decimata dalla peste nera e durante la seconda guerra mondiale sia il centro storico che buona parte del territorio comunale, è stato colpito dai bombardamenti. Devastante fu il bombardamento alleato del 19 dicembre 1943, che causò la morte di 71 civili, in massima parte donne e bambini.

Il velvet underground

Queste informazioni, per quanto interessanti dal punto di vista storico, mi hanno tolto un po’ l’appetito. E con MVI 8477 2 300x169 - Arezzoaria pensierosa sono arrivata nel locale, meta del nostro viaggio: il Velvet Underground. Il posto è un live pub dai toni abbastanza suggestivi nel quale è possibile ascoltare musica dal vivo. La serata scelta da noi purtroppo non ha offerto una grande performance, ma il proprietario e dj della serata ce l’ha messa tutta per intrattenere i suoi ospiti. Dal canto mio, salvo la musica e il clima un po’ oppiaceo, ho trovato il cibo poco gustoso. Sono state migliori le bevande.

Tornati a Rigutino, ci siamo messi a nanna decisi a ritrovare le forze per la nostra tappa successiva:  Firenze.

La Toscana inesplorata.

Volete sapere com’è andata, e soprattutto cosa abbiamo visto?

Allora seguiteci durante la nostra prossima avventura in Toscana.

 Stay with us!

Giusy e Roberto

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