Festival dell’Oriente

Cari viaggiatori, “Un giro in Italia” quest’oggi vuole segnalarvi un evento a carattere itinerante, che da un anno a questa parte sta coinvolgendo molte città italiane. Oggi, cari amici esploratori, non serviranno le scarpette da trekking né il cappello da escursione perché saremo accolti nel piacevolissimo mondo del “Festival dell’Oriente”, ora a Bari presso la Fiera del Levante fino alla prossima settimana.
Non siete curiosi di dare subito un’occhiata insieme a noi?

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Cos’è il festival d’Oriente

Con già un anno di esperienza alle spalle e tante novità che di volta in volta si aggiungono alle diverse manifestazioni in programma, il Festival dell’Oriente sta coinvolgendo molte grandi città italiane – da Roma a Bologna, Napoli, Milano e Bari – con l’intento di portare una vera e propria ventata d’Oriente nel nostro paese.

Il Festival ha, infatti, il preciso obiettivo di avvicinare noi italiani alle molte differenti culture orientali, dalle più note come quella giapponese e indiana fino ad arrivare a culture meno conosciute come quella mongola, vietnamita, thailandese o singalese dello Sri Lanka.

Per chi naturalmente ha visitato questi luoghi il festival potrebbe apparire solo come un lontano miraggio rispetto a ciò che queste terre d’origine hanno realmente da offrire, ma chi non ha mai valicato i confini nazionali o semplicemente non ha ancora fatto visita a questi paesi, il Festival potrebbe rappresentare un’ottima occasione per farsi un’idea su usi e costumi differenti dai nostri, su tradizioni culinarie molto particolari e su religioni poco conosciute. Tutto questo seguendo un dettagliato programma giornaliero.

Informazioni e costi del biglietto

Chi vive al Sud avrà la possibilità di visitare il festival il 7-8-9 Ottobre sempre a Bari presso gli spazi espositivi della Fiera del Levante, successivamente – spostandosi a Nord – presso Carrara Fiere, Padova, Milano, Bologna e Torino. Il biglietto d’ingresso è abbastanza contenuto: 10 euro ma se vorrete lasciare l’auto nel parecchio antistante la fiera, vi costerà altri 5 euro per l’intera giornata.

Varcati i cancelli d’ingresso vi verrà consegnata una mappa degli stand, la loro collocazione, gli eventi previsti in giornata (come massaggi, cerimonie del thè, spettacoli bollywoodiani, etc) e i ristoranti con le specialità provenienti da Cina, Giappone, Turchia, Grecia, Egitto e tanto altro.

C’è molto da assaggiare e gustare

Noi siamo arrivati intorno all’ora di pranzo e, di conseguenza, la prima tappa è stata proprio nei vari ristoranti a disposizione dei visitatori. Dopo una serie di opzioni, ci siamo lasciati consigliare dalla nostra amica Germana, già protagonista del nostro “One day in Rome”. Esperta conoscitrice di altre culture come quella turca, greca ed egizia ci ha convinti a provare un delizioso riso speziato, concludendo il tutto con un sorso di thè aromatizzato e un biscottino della fortuna  🙂

Un giro nel Festival d’Oriente

A stomaco pieno abbiamo iniziato il pomeriggio scattando qualche foto insieme ai famigerati Soldati di Terracotta, riproduzioni fedeli dell’originale esercito cinese seppellito nella tomba dell’imperatore Qin Shi Huang nel 210 a.C.

Passeggiando tra abiti finemente ricamati propri della tradizione coreana e giapponese (gli Hambok, usati durante le festività e i Cheongsham), abbiamo assistito ad una elegante cerimonia del thè.

L’angolo dedicato al Giappone consente ai visitatori di indossare kimoni finemente decorati all’interno di un’area allestita in maniera tale da riprodurre un piccolo villaggio tradizionale, con tanto di Samurai e antiche armature.

Gli espositori

Non lontano una statua dell’imponente Buddha ci ha regalato la sua benedizione e un monaco ha legato al nostro polso un braccialetto rosso benaugurale. Dopo averlo ringraziato abbiamo proseguito il nostro giro fra i più diversi espositori: tra abiti tipici e souvenirs appartenenti alle culture più diverse. Qui, abbiamo acquistato le famose bandierine di preghiera tibetane fatte di stoffa colorata, con immagini e preghiere stampate, appese tradizionalmente sulla cima delle montagne o sugli alti picchi dell’Himalaya allo scopo di benedire i luoghi. La tradizione vuole che queste bandierine siano nate insieme all’antica religione tibetana precedente al buddhismo nella quale lo sciamano le usava per onorare le cerimonie nepalesi.

Le dimostrazioni

Nell’area dedicata alle pratiche meditative e alle arti marziali abbiamo assistito ad una meravigliosa dimostrazione di Tai Chi, antichissima arte di combattimento cinese oggi conosciuta piuttosto come tecnica meditativa.

Nella stessa area ci siamo lasciati incantare dal Kyudo, ovvero “la via dell’arco giapponese”, un’arte marziale che abbina al gesto di scagliare una freccia una serie precisa di movimenti, molto eleganti, che non ha solo come obiettivo colpire un bersaglio bensì una funzione di carattere simbolica.

In un’area dedicata ai misteri dell’Egitto, Germana ha posato per noi in veste di Gertrude Bell, la famigerata Regina del deserto, e in perfetto stile berbero abbiamo riposato sotto una tenda tradizionale prima di continuare il nostro giro esplorativo.

Danze orientali

In un’area attigua una danzatrice thailandese in abiti tradizionali ci ha incantato con la sua leggiadria e le sue movenze lente ed eleganti mentre negli spazi dedicati alla Mongolia siamo entrati in una tradizionale Yurta, un’abitazione mobile costituita da uno scheletro in legno e da una copertura di lana di pecora di colore bianco, blu e rosso utilizzata dalla popolazione mongola. Questa abitazione ha un valore soprattutto simbolico nelle comunità nomadi e chiunque ci entri è previsto che rispetti un rigoroso rituale.

L’Holi Festival

Durante le varie rappresentazioni, all’esterno del salone espositivo, è possibile nel pomeriggio prendere parte anche all’Holi Festival. Si tratta di un manifestazione durante la quale è usanza sporcarsi con polveri colorate per omaggiare un rito di origine induista che simboleggia la rinascita e la voglia di resuscitare sotto forma di creature piene di vita.

Noi vi abbiamo assistito solo da lontano, ma è stato ugualmente entusiasmante essere coinvolti dal clima festoso dell’evento.

Tornati all’interno abbiamo proseguito il nostro tour tra candele, lanterne e oli profumati, lasciandoci avvolgere da questa inebriante e speziata aria d’Oriente.

Tutti siamo parte dello stesso mondo

A fine serata potrete certamente dire di aver imparato molte cose nuove e sentirvi in qualche maniera ancora più parte del mondo.

L’unica pecca del festival sono i prezzi delle merci in vendita, decisamente al di sopra dei comuni standard. Acquistare non è, infatti, per tutte le tasche. Ma, in definitiva, l’intento della manifestazione è piuttosto quello di apprendere cose nuove su popolazioni lontane da noi.

Questo, almeno, è lo spirito che anima noi di “Un giro in Italia”, che come sempre siamo tornati a casa carichi di nuove emozioni, conoscenze e voglia di saperne sempre di più.

Se anche voi siete animati da questi stessi intenti allora continuate a seguirci e saprete sempre cosa vedere di nuovo.

Ecco il nostro video:

 

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