Gallipoli

Anche se percorri la terra tutta intera, non imparerai mai tante cose quante ne imparerai dal mare. Non troverai mai pace se non sul mare, che da parte sua non ha mai pace”.

Questa volta, cari esploratori, iniziamo il nostro viaggio con questa citazione di Pär Lagerkvist per farvi annusare il favoloso odore di salsedine e farvi sentire sulla pelle la brezza tiepida del mare…Pronti a salpare per la meravigliosa isola di Gallipoli?
Se amate costeggiare sinuosi lidi e farvi interamente avvolgere da spumeggianti onde blu, siete nel posto giusto.

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Il Salento

Gallipoli è una città del Salento appartenente alla provincia di Lecce. Si affaccia sul mar Ionio e la sua particolarità e di essere divisa in due parti: una zona moderna che comprende tutte le nuove costruzioni, come il famoso palazzo di vetro (chiamato anche Grattacielo) e l’antico centro storico situato su un’isola di origine calcarea legata alla terra ferma da un ponte seicentesco.

Gallipoli 0954 1024x682 - GallipoliSanta Maria del Canneto e la Fontana Ellenistica

La nostra esperienza di viaggio è iniziata proprio da qui, da questo ponte ad archi e dalla piccola chiesetta che troverete subito alla vostra sinistra. Si chiama Santa Maria del Canneto, un suggestivo nome derivante dall’antico porto della città chiamato “Seno del Canneto”. È una costruzione risalente all’ultima metà del Seicento, in realtà davvero molto piccola ma dal suggestivo soffitto a cassettoni finemente decorato.

Proprio lì di fronte, a pochi passi, fermatevi ad osservare la Fontana Ellenistica, risalente al XVI secolo, con i suoi fantastici bassorilievi. Vi troverete raffigurate le Fatiche di Ercole e i miti di Dirce, Biblide e Sarmace…Come? Non ricordate chi sono? Allora, è il momento di un bel riepilogo di mitologia greca… 😛 Nel frattempo proseguiamo il nostro viaggio esplorativo attraversando il ponte che ci separa dal centro storico e facciamo una prima tappa nel suggestivo Castello di Gallipoli.

Il Castello di Gallipoli

Dopo essere rimasto chiuso per anni, il castello è stato riaperto al pubblico con l’intento di far rivivere ai turisti le antiche gesta di questa fortezza le cui origini – riferiscono le nostre guide – si perdono nella notte dei tempi.
La nostra passeggiata in effetti è stata alquanto suggestiva, soprattutto nella parte alta del maniero nella quale ci siamo sentiti un po’ come Lawrence d’Arabia (complice la colorazione giallastra, quasi desertica del fortino) e un po’ Rick O’Connell alla scoperta dei sotterranei delle piramidi.
Gli interni del castello, vi avvertiamo, sono vuoti. Salvo una mostra, allestita in alcune aree. Accedere al castello è abbastanza semplice. Il biglietto di ingresso vi costerà 5 euro, senza particolari agevolazioni poiché si tratta di una struttura privata!

Il pasticciotto

Prima di andare via, però, fermatevi come noi nel piccolo edificio antistante il castello e assaggiate qualche dolce tradizionale. Noi abbiamo gustato un meraviglioso “pasticciotto” alla crema e ci siamo ritemprati dalle fatiche del viaggio. Con un po’ più di energia abbiamo ripreso il nostro giro.

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Esploriamo ora l’isola di Gallipoli!

A questo punto avrete due possibilità: seguire la Riviera Armando Diaz oppure la riviera C. Colombo. In ogni caso dovrete percorre l’isolotto in lungo e in largo (ve lo suggeriamo!) quindi fate come noi, imboccate Riviera Diaz e poi subito a destra risalite per Via A. De Pace. Dopo pochissimi metri troverete il Duomo di Gallipoli.

Il Duomo di Gallipoli

Conosciuto anche come Basilica Cattedrale di S.Agata, il Duomo è sfortunatamente incastrato fra edifici più moderni che a nostro avviso ne limitano grandemente la bellezza. Innegabile è certamente lo splendore della facciata seicentesca, ma il senso di oppressione è altrettanto inconfutabile. Ad ogni modo non lasciatevi frenare da questo ed entrate a visitarne l’interno: siamo sicuri che questo vi lascerà senza parole!

La luminosità non è molto intensa e le pareti, interamente affrescate con tinte un po’ cupe, assorbono molto la luce interna. Tuttavia l’effetto, quasi misterioso, che genera è davvero affascinante.
Qui troverete anche la famosa reliquia di San Fausto, inizialmente appartenuta al cardinale Gaspare de Carpineo, vicario di Papa Innocenzo XI e successivamente consegnata ad Onofrio Castellana, tesoriere della Cattedrale di Gallipoli.

Esplorando Gallipoli

Dopo aver buttato un occhio alla Chiesa e Biblioteca Comunale di Sant’Angelo, sfortunatamente chiusa, abbiamo imboccato Via Sant’Elia per affacciarci lungo la Riviera N.Sauro dove ci siamo imbattuti nella scintillante Chiesetta della Purità, un vero capolavoro di arte barocca.

La Chiesetta della Purità

Benché la facciata si presenti in maniera totalmente anonima, non perdete l’occasione di entrare in questo piccolo gioiellino, carico di fregi, ori e un bellissimo pavimento in maiolica.
Costruita di fronte alla spiaggetta della Purità, dalla quale prende il suo nome, per volere della confraternita degli scaricatori di porto, “i Bastasi”, questa chiesa risalente al XVII secolo è un vero e proprio trionfo barocco: ricchissimi intagli lignei, fregi e sorprendenti decorazioni. Questa chiesa è unica nel suo genere: un autentico forziere colmo di opere d’arte. Fate caso soprattutto alla volta sulla quale troverete immagini sacre tratte dal Nuovo e Antico Testamento. Sulle pareti, invece, si trovano delle enormi tele che raffigurano personaggi biblici come Caino, Abele, Abramo e così via fino all’Apocalisse. Davvero grandiosa!

Chiesetta di San Francesco d’Assisi

Lasciandoci scompigliare i capelli dal forte vento abbiamo proseguito lungo la riviera raggiungendo la Chiesetta di San Francesco d’Assisi con il quale abbiamo ormai davvero un buon rapporto visto il nostro recente viaggio alla Porziuncola. Detto ciò non ci ha stupiti notare l’essenzialità di quest’altro edificio religioso che in molte cose rispecchia il nome del Santo. Fate caso più che altro alla cappella di destra – appena entrati – dove si trova la statua del “Malladrone” (cattivo ladrone), uno dei ladroni che non si pentì dei suoi misfatti, nonostante avesse vicino Cristo in persona. Gesù lo perdonò ugualmente, ma i gallipolini pare di no. Infatti la sua statua fu oggetto dell’eterno odio del popolo che per secoli manifestò le proprie sofferenze inveendo contro la maschera del Malladrone…

L’antico Frantoio Ipogeo di Palazzo Granafei

Non ancora sazi del nostro giro incrociando nuovamente Riviera Diaz dove abbiamo potuto solo osservare le facciate delle Chiese del Rosario e del Crocefisso. Da qui potrete però  imboccare Via Moline fino al particolare Frantoio Ipogeo di Palazzo Granafei. Entrando attraverso uno stretto ingresso abbiamo visitato  – ad un costo irrisorio –  gli antichi ambienti di produzione dell’olio.
Interamente scavati nel carpato, ci siamo stupiti nell’apprendere che già dal XVI secolo Gallipoli era ritenuta la principale piazza di esportazione di olio (utilizzato perlopiù per l’illuminazione) di tutto il Regno di Napoli, tanto da essere un bene richiestissimo da tutti i mercati europei.
I Frantoi – che posso tranquillamente essere visitati anche da chi patisce un po’ la scarsità d’aria in luoghi un po’ bassi e ristretti – si estendono nel sottosuolo per 200 metri ca. e sono di proprietà dell’Associazione Gallipoli Nostra, autrice dei restauri e dell’attuale fruizione pubblica. Gentilissime sono state anche le due guide che hanno risposto a tutte le nostre domande.

Girovagando per Gallipoli

A questo punto del nostro tour siamo tornati sui nostri passi, in direzione del Ponte di città Vecchia, un po’ frastornati dal gelido vento di mare che ha accompagnato tutta la nostra gita.

Voi, siamo certi, troverete un clima più mite. Quindi non perdete l’occasione di venire qui e di portare a casa con voi un po’ di questa sfavillante arte barocca che illumina e caratterizza questa seducente cittadina: vera perla dello Ionio!

Se questo viaggio vi è piaciuto e stare in nostra compagnia vi entusiasma, come sempre non perdete la nostra prossima avventura. Vi mostreremo un’Italia che non conoscete ancora!!!

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