Pompei

E’ la fine di un mondo, ma l’inizio di una leggenda.

Cari esploratori, il nostro nuovo viaggio nella storia non poteva che iniziare con un riferimento cinematografico al bellissimo film: “Pompei” di Paul Anderson dedicato ovviamente all’antica città romana distrutta nel 79 d.C dall’eruzione del vulcano Vesuvio. Chi di voi non ha ancora fatto visita a questo straordinario sito archeologico, tra i più grandi e ricchi al mondo, non deve lasciarsi sfuggire l’opportunità di camminare fra le sue strade, entrare nei suoi edifici, rivivere i suoi fasti e le sue ricchezze.

Avventurieri, questa è la vostra occasione: prendete in mano la cartina e indossate il  cappello da escursione perchè ci addentreremo nel più vivido dei libri di storia. Vivremo insieme un’esperienza senza eguali, nel luogo in cui la leggenda torna ad essere realtà!

La leggenda

In provincia di Napoli (Campania) vive tutt’ora il piccolo comune di Pompei, rinato da quelle ceneri che circa 2000 anni fa fecero di questa cittadina un’assoluta leggenda.

“Un giro in Italia” come sempre ha incontrato il favore di due divinità: Elios ed Eolo che ci hanno regalato una giornata meravigliosamente calda ma ventilata. Finora, anche in periodi meno caldi, le condizioni atmosferiche sono sempre state dalla nostra parte tant’è che ormai pensiamo che si tratti di un segno del destino.

Ringraziati gli dei, ci siamo lanciati alla scoperta del mito, cavalcando l’onda di turisti – per lo più stranieri – che vagavano per le regie strade incuriositi dalle rovine della città dormiente.

Come arrivo a Pompei? Dove lascio l’auto?

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Chi intende raggiungerla in auto dovrà semplicemente imboccare la A3, uscita Pompei.
Il treno, però, è la soluzione ottimale visto che la stazione si trova a due passi dalla zona archeologica.

Nel primo caso potrete comunque usufruire di una serie di parcheggi a pagamento dal prezzo sufficientemente contenuto, nel secondo caso invece la linea ferroviaria è molto ben collegata e avrete circa un treno ogni due ore che riparte per tutte le destinazioni.

Il biglietto d’ingresso

Il costo è di 13 euro (intero) e 7.50 euro (ridotto). Considerata la grandezza del sito e della quantità di cose da vedere il prezzo è più che giusto. Inoltre, vi verranno dati all’ingresso una cartina dell’area e una guida con tutte le informazioni dettagliate sulle cose da vedere. Insomma, fin qui niente di negativo da segnalare.

Importante: il sito ha più ingressi! Quello di Piazza Anfiteatro, quello di Piazza Esedra, quello più a nord lungo la strada Villa dei Misteri e quello a Porta Marina dal quale siamo entrati noi. Vi suggeriamo l’ultimo che vi consentirà di iniziare il giro dalle Terme Suburbane.

Quanto tempo è necessario per esplorarla?

La cosa più importante da tenere a mente è questa: Pompei è una città. E in quanto tale ha bisogno di un’intera giornata per essere visitata. Il sito è davvero grande e le cose da vedere sono così tante che vi suggeriamo di arrivare il prima possibile per avere a disposizione almeno 4-5 ore di tempo per girarla tutta, o quanto meno per vedere le cose più importanti.

Sulla cartina che vi verrà data per orientarvi scoprirete che le aree della città sono divise in base ad un colore e ciascun colore rappresenta un quartiere, chiamato “Regio”, all’interno del quale troverete segnalate delle “Insule”, cioè le abitazioni, contrassegnate dal numero civico. Tutte le case segnalate sulla cartina hanno al loro interno qualcosa di caratteristico che merita di essere visto, ma certamente ce ne sono alcune molto più interessanti di altre.

Igor Mitoraj

La cosa molto particolare da segnalarvi è innanzi tutto l’istallazione di una serie di statue assolutamente stupende all’interno del sito. Quelle che vedrete nelle foto del nostro reportage non sono, infatti, statue antiche appartenenti all’antica città bensì delle moderne opere del superbo scultore polacco Igor Mitoraj. Sono immense, imponenti e perfettamente integrate con l’ambiente circostante. Aggiungono un grande valore al sito e rendono la scoperta della città ancora più interessante.

La prima statua di Mitoraj l’abbiamo vista da lontano, pensate, lungo la Via Marina che porta al Foro. Riguardando le foto sentiamo ancora la stessa emozione e la stessa voglia di scoperta.

Le cose che assolutamente dovrete vedere.

Da Regio VII fermatevi assolutamente a visitare I granai del Foro all’interno dei quali troverete una serie di manufatti tra i quali anfore, statue, oggetti utilizzati per l’agricoltura e udite, udite un cane mummificato e un bambino chiusi in una teca.

L’aspetto più suggestivo di Pompei non riguarda soltanto gli edifici, gli affreschi perfettamente conservati o le statue, bensì la grande quantità di reperti umani rimasti intatti sotto la lava vulcanica.

Quando il Vesuvio eruttò, cospargendo l’area di polveri e lapilli, moltissimi pompeiani rimasero all’interno delle loro case, avvolti nel magico abbraccio di Morfeo. Sorpresi dal fuoco nei loro giacigli, moltissimi non poterono far altro che soccombere alla furia devastatrice del vulcano che li rese immortali.

Ma andiamo avanti nella nostra esplorazione della città.

La Villa dei Misteri

Lungo Vicolo delle Terme troverete una comoda e moderna Caffetteria nella quale poter tranquillamente sostare. Da qui oltrepassate via delle Terme e proseguendo dritto inoltratevi nel Regio VI per raggiungere il punto più estremo della città: Via delle Tombe. Alla fine di questa strada troverete il must della città: la Villa dei Misteri.

Giudicata da noi come la più bella dell’intero sito, al suo interno troverete affreschi conservati in maniera ineguagliabile e inoltre, sempre all’interno di due teche, i corpi di due donne.

La Lupanare

Tornando sui vostri passi vi suggeriamo di ripercorrere la stessa via e di ritornare al Regio VII e imboccare il Vicolo degli Augustali per arrivare al celebre Civico 18 dove si trova il famosissimo Lupanare. In questa abitazione le prostitute, per lo più schiave greche, venivano pagate per le loro prestazioni tra i due e gli otto assi (un asso era il costo di una coppa di vino, per intenderci). Visitarla vi porterà via un paio di minuti perché la calca è tanta, e la stanza da visitare è unica. La particolarità di questa abitazione è data dagli affreschi ancora ben conservati sulle pareti che raffigurano scene erotiche particolarmente esplicite. 🙂

Oh, vi potrebbe interessare sapere che il nome di questa abitazione deriva dal fatto che “lupa” è il termine latino usato per designare le prostitute. Di certo è più elegante del termine moderno, non trovate?

Le terme Stabiane

Nella stessa area fermatevi anche al civico 16, Le terme Stabiane: qui troverete una piscina (naturalmente vuota) e un porticato che conduceva a quelli che con termine moderno definiremo gli spogliatoi (apodyterium in latino). La particolarità delle terme romane era questa: erano strutturate in modo tale che le persone passassero attraverso tre ambienti: frigidarium (piscina con acqua fredda), tepidarium (acqua di media temperatura) e in ultimo il calidarium (per fare bagni caldi). Il riscaldamento dell’acqua era assicurato da un sistema di tubazioni nelle pareti e doppi pavimenti che facevano circolare l’aria che proveniva dalle fornaci e dai bracieri. Assolutamente ingegnoso!

Il teatro Grande

A questo punto vi suggeriamo di uscita nuovamente in Via Stabiana e di andare a destra. Quest’area è il Regio VIII nel quale troveremo il meraviglioso Teatro Grande, realizzato sfruttando la naturale inclinazione della collina per generare un’acustica davvero niente male. Provate a mettervi al centro e guardando verso gli spalti dite qualcosa con tono di voce mediamente alto. Vi sentiranno fino all’ultima gradinata senza alcun problema. Altro che microfoni e amplificatori!

Casa di Casca Longus

Usciti da qui entriamo nel Regio I, contrassegnato dal colore rosa, e nel Vicolo del Citarista facciamo visita al Civico 2: Casa di Casca Longus nota anche come Casa dei Quadretti Teatrali. Questo edificio è in realtà formato da due abitazioni e di particolare ha al suo interno un tavolo sorretto da tre sostegni marmorei dalla testa di leone sui quali è inciso il nome del proprietario del tavolo stesso: Publius Servilius Casca Longus. Il nome forse non vi dirà niente, ma per questo ci siamo noi. Quest’uomo, Publio Servilio, fu uno dei congiurati che partecipò all’assassinio di Giulio Cesare nel marzo del 44 a.C e il tavolo fa parte dei beni che gli vennero confiscati in seguito all’omicidio. Il proprietario dell’abitazione pompeiana probabilmente lo acquistò ad un’asta.

Fullonica di Stephanus

Al Civico 4, lì di fianco, entrate nella Fullonica di Stephanus ossia in quella che al tempo era la Lavanderia della città. Questo edificio era destinato al lavaggio e alla sgrassatura dei tessuti, quindi al suo interno troverete varie vasche usate per la procedura che, ascoltate bene, consisteva nel pestare per ore tessuti e panni immersi in una soluzione a base di urina umana e animale. 🙂

Sempre nel Regio I non saltate il Civico 14, l’Orto dei Fuggiaschi, un vigneto con pergolato usato probabilmente per i banchetti all’aperto. Qui, all’interno di una vetrata, troverete una decina di corpi. Si tratta di cittadini morti nel tentativo di trovare una via di fuga durante l’eruzione del vulcano. E’ possibile che siamo morti di asfissia e a causa delle altissime temperature.

Casa della Venere in Conchiglia

Dal Vicolo dei Fuggiaschi imbocchiamo Via di Nocera per immetterci nel Regio II. In Via dell’Abbondanza non potrete in alcun modo evitare di fermarvi al Civico 2 nella Casa della Venere in Conchiglia. Questo edificio è conservato in maniera superba e dopo un piccolo pergolato si accede ad un giardino. Qui, sul fondo, con colori vividi e sgargianti è adagiata su una conchiglia una splendida Venere circondata da molti altri affreschi. Questa casa, a quanto sembra, apparteneva ad un ramo della famiglia dei Satrii, molto conosciuta e molto in vista negli ultimi anni di vita della città.

L’anfiteatro

Imboccate a questo punto Via di Castricio, un bellissimo viale colmo di fiori dai colori viola e fucsia. E ancor prima che ve ne accorgiate vi troverete davanti il bellissimo Anfiteatro. Coraggio, entrateci: prima cancellata alla vostra destra. Non vi diremo nulla per ora, lasciatevi solo guidare dalle vostre sensazioni e camminate su queste pietre che da millenni non sentono sopra di loro alcuna presenza umana. Schioccate le dita e sentite in che modo il suono vi avvolge espandendosi fino all’ultimo spalto. Ora immaginatelo gremito di folla. Le urla, la concitazione, il continuo andirivieni… Pensate che questo posto poteva ospitare fino a 20.000 spettatori, proveniente non solo da Pompei ma anche da altre città limitrofe. L’Anfiteatro è un esempio perfetto di organizzazione ed ingegneria: scalinate esterne a doppia rampa per accedere alle gradinate superiori, corridoio in discesa fra gradinate, acustica perfetta. La ragione per la quale si trova nella Regia più esterna presumibilmente è proprio questo: facilitare gli spostamenti di così tante persone accalorate dagli scontri e dalla voglia di sangue.

Lo sport Nazionale

Gli spettatori, non a caso, non dovevano essere tra i più pacifici. Chi veniva qui non lo faceva di certo per assistere a spettacoli teatrali. Al contrario, sapeva che in questo luogo avrebbe assistito a sanguinari scontri gladiatori. Tuttavia questo era lo sport nazionale e l’entusiasmo che generava è un po’ come il calcio per i giorni nostri. Il risultato, alla fine dei conti, non è neanche diverso… Pare che nel 59 d.C il tifo troppo sentito degli spettatori sia sfociato in una bella rissa fra Pompeiani e Nucerini con un resoconto finale di ossa rotte e tanti lividi.

Ve lo immaginate? Pensiamo di sì

I Pink Floyd amano Pompei

Riguardo a questo luogo abbiamo una chicca per tutti gli appassionati di musica.

Nel 1972 in questo anfiteatro è stato girato il famoso film-documentario-concerto “Live at Pompei” (video) del gruppo rock dei Pink Floyd. 🙂 Potrete visitare a questo proposito una mostra all’interno dello stesso sito, ricco di foto e altre immagini riguardanti il progetto.
Inoltre, tale è la fama di questo luogo da essere stato nuovamente scelto nel luglio del 2016 da David Guilmur, chitarrista e voce dei Pink Floyd, come location per un altro concerto della band. Solo 3.000 posti per un evento che è già entrato nella storia del Rock!

Museo egizio

Usciti dall’Anfiteatro vi suggeriamo un veloce giro nel museo egizio che si trova a venti metri dall’ingresso. Ci sono pezzi originali e alcune video proiezioni molto suggestive.

A questo punto del giro avrete visto molte delle cose più belle ed emozionanti della città. Abbiamo volutamente omesso alcune domus pensando che chi vorrà visitarla potrebbe non avere un’intera giornata a disposizione,  ma se al contrario avrete il tempo di setacciarla casa per casa, allora sarà un bene. Fatelo! Sentirete il passato scorrere intorno a voi rendendovi parte di questa città immortale che continuerà ancora per moltissimo tempo a raccontare la sua vita quotidiana, i suoi amori, i suoi misteri e segreti. Noi non smetteremo di ascoltare la voce dei tempi andati, per continuare ad ammirarne la grandezza e a perpetrare la sua eterna bellezza.

Non solo rovine

Prima di lasciarvi e darvi appuntamento alla nostra prossima esplorazione vi suggeriamo, una volta usciti dall’area archeologica, di visitare il centro della Nuova Pompei. Non si può venire qui e non vedere almeno una volta la Cattedrale della Beata Vergine del Santo Rosario. Si tratta del più importante santuario mariano d’Italia che richiama devoti da ogni parte del mondo. È, inoltre, considerato uno dei templi più belli consacrati al culto della Madonna. Noi siamo effettivamente rimasti molto colpiti dai suoi interni riccamente adornati, dai soffitti luminosi e dalle colonne ioniche decorate in oro.
Vi sconsigliamo, però, di girovagare durante le funzioni: non sareste ben visti!

Solo un ultimo giro dei dintorni del giardino antistante la cattedrale, e a sera ormai inoltrata “Un giro in Italia” ha concluso la propria esplorazione nella mitica città di Pompei. Anche oggi torniamo a casa più ricchi di prima.
Voi continuate a viaggiare con noi  e vi faremo conoscere un paese meraviglioso!

#Staywithus!

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