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Torino – Piemonte

La scelta di dare inizio al nostro progettoMG 7417 200x300 - Torino partendo da questa città è coinciso con l’inaugurazione della mostra fotografica realizzata da Roberto con l’artista Gabriella Nube dal titolo “ Storie da una terra [non] lontana”.
La serata, realizzata con il patrocinio della Regione Basilicata, Regione Piemonte, Comune di Settimo e le Associazione lucane “E. Gianturco” e “ V. Abbondanza”, si è rivelata un ben augurale successo per l’attività fotografica di Roberto e quella pittorica di Gabriella. L’idea di fondere in un unico evento un fotoreportage e dipinti ad olio ispirati alla Basilicata ha rapito e incuriosito molti torinesi, avvolgendo di nostalgia l’animo di molti lucani che da anni non fanno ritorno nella propria terra. Ma prima di immergerci nella magia della mostra fotografica, facciamo un passo indietro.
Diamo inizio al nostro viaggio partendo dall’aeroporto di Napoli…

Il primo aereo

IMG 66992 300x169 - TorinoDa precisare che per me si è trattato della prima esperienza di volo: fino a quel momento avevo sempre e solo viaggiato in treno o in pullman.
La mia si potrebbe definire una sorta di ritrosia da panico d’aria, vissuta tra l’altro con notevole apprensione. Tuttavia le circostanze hanno voluto che i tempi fossero brevi e, volente o nolente, avrei dovuto prendere l’aereo. Infatti così è stato: ho preso una bella boccata d’aria e mi sono catapultata all’interno del mezzo volante, ho allacciato le cinture fino quasi a soffocare e mi sono detta: “San Cristoforo, pensaci tu!”.
Il santo protettore dei viaggiatori mi è sembrato quello gusto da chiamare in causa, così ho fatto una preghierina, e ho sperato mi esaudisse.

Verso Chivasso.

Atterrati a Torino Caselle abbiamo preso un treno per raggiungere Gabriella che ci ha portati al nostro albergo “d’Italia” (guarda caso) nella deliziosa località di Chivasso. Un paesino di poco più di ventimila abitanti con un’interessante passato alle spalle. Il marito di Gabriella, Alberto, nostra guida ufficiale durante questa prima esplorazione di un “Giro in Italia”, ci ha fornito alcune informazioni relative alla storia del paese con tanto di visita alla Chiesa di Santa Maria Assunta: il piccolo Duomo.
Purtroppo durante il nostro primo giorno di viaggio non siamo riusciti a fare di più: una cena frugale nel pittoresco ristorantino dell’albergo e a nanna prima di organizzare gli ultimi preparativi per la mostra.

Una città nuova: Torino

Il secondo giorno di permanenza a Torino si è rivelato decisamente più eccitante. Arrivati alla Stazione Centrale Porta Nuova (terza grande stazione d’Italia) ci siamo diretti a passo svelto verso il centro. MG 7592 300x200 - TorinoGabriella, originaria di Gorgoglione (paesino in provincia di Matera) ci ha fatto da guida per il resto del giorno mostrandoci i luoghi più famosi della città. Dopo un cappuccino e brioche in un delizioso caffè in Piazza Castello (Menodiciotto), ci siamo diretti verso Palazzo Reale.  Quest’ultimo oltre ad essere il simbolo del potere della dinastia sabauda, ospitava in quell’occasione la mostra fotografica di uno dei più grandi fotoreporter di inizio 900: David Seymour, fondatore della prestigiosa, e tuttora attiva, Magnum Photos.
Oh, vi anticipo che in maniera del tutto inaspettata Seymour ha dato inizio ad una sorta di progetto parallelo, “una missione” direbbe Roberto, che ci ha portati alla ricerca delle mostre fotografiche degli altri co-fondatori dell’associazione Magnum photo: Robert Capa, Henri Cartier-Bresson, George Rodger, William Vandivert, Maria Eisner, Rita Vandivert. Non chiedetevi per ora se ci siamo riusciti, ogni cosa a suo tempo!

Il Palazzo Reale

A questo punto della giornata Gabriella ha dovuto lasciarci per  gli ultimi preparativi necessari alla mostra di Settimo mentre Roberto ed io abbiamo acquistato i biglietti per vedere le opere di Seymour. Qui la recensione della mostra fotografica.

Quando ci siamo sentiti sazi di tutto quel bellissimo bianco e nero, abbiamo proseguito il nostro giro nel Palazzo, sbalorditi e anche un po’ confusi da tanto sfarzo. Praticamente abbiamo perso il senso del tempo e saltato volentieri il pranzo. Quando abbiamo ritrovato Gabriella siamo stati entusiasti di riferirle le nostre sensazioni e le abbiamo chiesto di raccontarci altri particolari riguardo alla città. Continuando a camminare, questa volta in direzione opposta (costeggiando Palazzo Madama verso Via Roma) e facendoci consigliare dalla nostra instancabile accompagnatrice, abbiamo deciso di fare visita ad uno dei musei più belli di Torino.

Il Museo Egizio.

MG 7307 300x200 - Torino I musei mi mandano in visibilio, sono la mia passione. Così ho convinto Roberto a trascorrere il pomeriggio tra vecchi papiri, canopi e mummie perfettamente conservate. Già l’ingresso, credetemi, è tutto un programma. Anche qui ho iniziato a saltellare a destra e a manca con un continuo “Wow, Wow, Wow”. Forse troppi “Wow” vista la faccia del vigilante all’ingresso…

Con un po’ più di contegno abbiamo continuato il mio nostro giro perdendoci fra le teche. Qui i visitatori possono trovare lunghissimi papiri sui quali sono state vergate formule magiche o storie estrapolate dal “Libro dei Morti”. Non manca un calco della famosissima stele di Rosetta, tanti tantissimi monili, scarabei e statuette, canopi nei quali venivano riposti gli organi del defunto e mummie. Wow quante … perfettamente ordinate in sarcofagi di fattura straordinaria.

Il fascino egiziano

Visti i millenni trascorsi non ci si aspetta di vedere qualcosa di conservato così bene. Sarei rimasta in piedi per ore a scattar foto e a prendere informazioni sulle dinastie imperiali. Mi sono stata costretta a fare una pausa:  Roberto e Gabriella erano distrutti.  Ci siamo seduti in un piccolo atrio che affaccia su un laboratorio e qui abbiamo continuato a guardare diverse mummie allineate su grossi lettini. Pensandoci, col senno di poi, la scena poteva sembrare un po’ macabra, ma dobbiamo ammettere che il passato ha un tale fascino da rendere entusiasmante persino dei vecchi corpi mummificati.IMG 6793 169x300 - Torino
Gabriella ed io abbiamo continuato a curiosare mentre Roberto ha fatto amicizia con un professore di fisica, guarda caso di origine egiziana, arrivato a Torino per un’importante conferenza. Il suo nome è Yousef e su una cartina sistemata lì vicino ci ha fatto vedere in quale città dell’Egitto abita. Tra una chiacchiera e l’altra ci è uscito un invito a visitare la sua terra. Che sia l’occasione per iniziare il progetto  “Un giro nel mondo”?

Il fascino di una civiltà scomparsa.

Ripresa la nostra visita siamo finiti in una sala con statue gigantesche. Ho finanche avuto un deja-vù e la cosa mi ha un po’ preoccupata: vuoi vedere che in un’altra vita sono stata egiziana e ho venerato quelle divinità? Roberto mi ha guardata con aria perplessa, e di sicuro si è chiesto perché avessi quell’espressione. Dal canto mio ho smesso di aggrottare la fronte solo quando ho capito che il deja-vù era frutto di una puntata di “Ulisse – Il piacere della scoperta”. Praticamente ho avuto una visione estemporanea di Alberto Angela, che muovendosi sinuoso tra la luce soffusa e il pavimento in marmo scuro, diceva: “E se adesso hai la pazienza di seguirmi …”.
Mi sono pizzicata un braccio per tornare lucida e ho proseguito la mia visita fra una statua di Ramesse II, Amenhotep e la splendida dea Mut.

La magica Torino

Terminata la nostra visita siamo usciti a prendere un gelato lungo il corso. Adesso sì che poteva dirmi stanca anch’io. Tuttavia non mi sono fermata lo stesso, soprattutto quando Gabriella ci ha detto che all’interno della vertiginosa Mole Antonelliana (simbolo della città) si trova il Museo Nazionale del Cinema. Quindi, che potevamo fare: non  visitarlo? Io sono pazza di cinema, solo il pensiero mi fa girare la testa. Ho continuato a saltellare entusiasta, senza che la stanchezza mi toccasse.

Roberto, Gabriella ed io abbiamo fatto la fila per il famoso ascensore panoramico che porta i turisti a più di 120 metri da terra. La sensazione è di vuoto non appena inizia la salita e le pareti in vetro non migliorano questa impressione, anzi. Ad un certo punto ho chiuso gli occhi perché ho sentito che sarei caduta giù. Per fortuna il giro è breve e si arriva presto in cima.

La città vista dall’alto

Quando ci siamo affacciati dal balcone che dalla Mole guarda verso Torino, ho trattenuto il respiro. Tutta la città è a portata d’occhio e appare così straordinariamente ordinata, nelle sue strade perfettamente incrociate, con gli edifici così singolarmente allineati.  Gabriella ha colto l’occasione per indicarci altri luoghi interessanti della città: la Basilica di Superga, ad esempio. Non è un caso che Gabriella ci abbia parlato proprio di questo edificio perché lo stesso, nel maggio del 1949, fu luogo di una disgrazia, nominata dai giornali del tempo come “La tragedia di Superga”. MG 7362 300x200 - TorinoUn aeroplano con a bordo l’intera squadra di calcio del Torino si schiantò contro il muraglione del terrapieno posteriore della Basilica di Superga, provocando la morte di 31 persone tra giocatori, allenatori e alcuni giornalisti. Il giorno dei funerali quasi un milione di persone scesero in piazza a Torino per dare l’ultimo saluto ai giocatori. E poichè la quasi totalità della nazionale italiana di calcio era composta da giocatori del Torino, l’anno seguente la nazionale si recò ai Mondiali in Brasile viaggiando in nave.

Capite adesso perché non amo volare?

Il museo Nazionale del Cinema

Ciò detto, un po’ rammaricati e un po’ anche spaventati da questo racconto, siamo scesi nuovamente al piano terra per goderci la nostra ultima ora a spasso per il Museo Nazionale del Cinema. Se farete visita a questa splendida città non dovrete assolutamente perdervelo!
All’interno del Museo ci sono locandine ovunque e la maggior parte di quei film li conosco talmente bene da poterne recitare le battute a memoria: Nosferatu con Klaus Kinski, Furyo con David Bowie e Dracula di Francis Ford Coppola. Il momento di maggiore esultanza è stato quando ho intravisto il pupazzo di Gremlins, film di Joe Dante dei primi anni ’80. Lo adoro e non potevo crederci, ma lì davanti a me c’era proprio una di quelle spaventose creature che per anni mi hanno fatto accendere luci in tutte le stanze anche solo per andare in cucina a prendere un bicchiere d’acqua.

Come Alice nel paese delle meraviglie!

Ma non finisce qui. Roberto ed io abbiamo camminato attraverso scenografie di ogni tipo, come fossimo fantasmi che oltrepassano delle pellicole messe in sequenza. Mi sono sentita come “Alice nel paese delle meraviglie”, solo che anziché trovarmi nel regno della Regina di Cuori o nella tana del Bianconiglio, ho passeggiato nel regno infuocato di Indiana Jones, spostato le lancette della macchina di Metropolis e parlato con un replicante di Blade Runner, ho preso un whiskey con Clint Eastwood nel saloon di Sergio Leone e fatto un viaggio nello spazio con Chewbecca di Guerre Stellari.  Ah, un paradiso nel quale perdersi.

Mi sentivo dentro ad ognuno di questi film… Ho scattato un sacco di foto, come una bambina al parco giochi. Ma la mia preferita è in assoluto quella fatta con Alien. Ero come Sigourney Weaver! La nostra gita si è conclusa nel cineshop al piano terra dove Roberto ha comprato un Ciak e io un piccolo libro dedicato al cinema. Come secondo giorno di esplorazione non siamo andati male, che ne pensate? Come si dice dalle nostre parti, “stanchi e strutti” siamo tornati in albergo, pronti a ricaricare le batteria per un’altra giornata alla scoperta di Torino.

Un altro giorno

La terza suggestiva giornata ci ha condotti in un altro museo. Lo so, lo so. State pensando che qui si gira solo per musei. Ma questa prima tappa di “Un Giro in Italia” vuole dimostrarvi come una città “cultura” possa e debba in effetti offrire tutto quello che Torino ci ha regalato in questi giorni. Ebbene, il prossimo museo che vorremmo visitaste, proprio come abbiamo fatto noi, è Il Museo di Antropologia Criminale – Cesare Lombroso.

Il Lombroso

Sapete chi era Cesare Lombroso? Famoso medico e antropologo della prima metà dell’800, formulò una teoria mooolto interessante. A suo dire l’origine del comportamento criminale è insita nelle caratteristiche anatomiche del criminale, che si dimostra fisicamente differente rispetto ad un uomo normale. In poche parole “se sei un assassino ce l’hai scritto in faccia”.

Queste teorie sono state supportate da studi infiniti fatti su centinaia di crani e calchi di assassini, tutti esposti in vecchie teche dal sapore di Belle Époque. All’ingresso campeggia persino uno scheletro che la gentile signora della mostra dice essere dello stesso Cesare Lombroso che si sarebbe “messo in mostra” per volontà testamentaria. Ma ci pensate?

La comparsa di un singolo grande genio vale più della nascita di centinaia di mediocri. Cesare Lombroso

Un dettagliato racconto audio, in una stanza allestita esattamente come lo studio di Lombroso, fa da cornice nella parte intermedia della mostra con pannelli informativi che accompagnano il visitatore fino all’uscita.

Purtroppo il tempo dedicato a questa mostra è stato un po’ breve, ma la nostra presenza era richiesta a Settimo. Ricordate la mostra fotografica di Roberto della quale vi ho parlato all’inizio? Eh bè, sarà il caso di farci un giro: giusto per vedere com’è andata.

La metro.

Tornati sui nostri passi, per far prima, abbiamo preso la metropolitana. Sì un particolare che sembrerà inutile, e invece no. Perché quella di Torino è una subway particolarissima.MVI 7404 1 300x169 - Torino
Come ci ha spiegato Gabriella la metropolitana di Torino è la prima in Italia basata sul sistema a guida automatica VAL (véhicule automatique léger). In pratica il sistema è totalmente automatizzato: il conducente non c’è! Questo rende la metropolitana torinese uguale a città come Lille, Rennes, e Parigi.

La metropolitana, davvero bella a vedersi, pulita e straordinariamente moderna è stata attivata nella sua prima parte nel febbraio 2006, in occasione dei “Giochi olimpici invernali”. Una sorta di benedizione per la città che ha subito una forte spinta verso la modernizzazione e una maggiore organizzazione, necessaria per venire incontro alle esigenze di velocizzare gli spostamenti durante le Olimpiadi.

La mostra a Settimo Torinese

Veloce ed efficiente, la metropolitana ci ha fatti arrivare in fretta a destinazione. Breve cambio di mezzo e a Settimo Torinese, presso l’Ecomuseo del Freidano, ecco tutto pronto per la mostra lucana di Roberto e Gabriella “ Storie da una terra [non] lontana”.
Per l’occasione mi sono sostituita al fotografo ufficiale, e con la  macchina fotografica di Roberto ho fatto qualche foto in giro, documentando passo passo l’evento: dal taglio del nastro ai baci finali. MG 7447 300x200 - TorinoSperiamo che questo evento possa ripetersi presto in qualche altra meravigliosa città d’Italia. Siamo sicuri che altre associazioni di lucani in giro per il nostro paese possano sentirsi un po’ più vicini a casa anche solo ospitando un po’ di Basilicata nella loro nuova terra.
Finiti i festeggiamenti abbiamo iniziato a sentire i primi segni di stanchezza. Naturalmente un bel sonno e una buona colazione il mattino seguente sono stati sufficienti a dar inizio alla nostra quarta ed ultima giornata torinese.

Il Cimitero Monumentale.

Sono sicura che molti si staranno chiedendo: “Ma cosa accidenti ci vado a fare in un cimitero?
La risposta è semplice: “A vedere opere d’arte di assoluta bellezza”. Se visitate città come Torino, Roma, Milano o Venezia non potete assolutamente saltare una visita nei rispettivi cimiteri monumentali perché vi perdereste moltissimo. Benché fossimo intorno alla metà di settembre, il giorno programmato per la visita al cimitero ha registrato temperature da record, quindi se qualche foto vi sembra un po’ appannata è perché anche la nostra vista lo era. La parte antica del cimitero comincia dall’ingresso principale di corso Novara e al suo interno ci sono numerose tombe storiche e sculture di pregio. Nel corso degli anni sono state fatte modifiche ed ampliamenti, ma nonostante la differenza di stile e di materiali usati per la realizzazione delle statue che vegliano sulle numerosi lapidi, tutto appare perfettamente armonico ed equilibrato.

A parte i giocatori del Torino, vittime della tragedia di Superga, in questo cimitero riposano anche Rita Levi Montalcini e Primo Levi. Non c’è molto che io possa dire con le parole per descrivere questo luogo di riposo e meditazione. Lascerò che siano le immagini a parlare al posto mio, perché in questo luogo domina il silenzio e in esso abbiamo camminato, lasciando che solo pochi suoni della natura o forse lontane voci della memoria potessero raccontarci la storia di tutta questa gente.

Il nostro tour a Torino è finito, l’esperienza è stata meravigliosa e la città merita di essere visitata più volte. Torneremo a Torino molto presto per raccontarvi altre curiosità.

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