Salento.

Il paradiso bagnato da due mari

Se desiderate immergervi in un mare dipinto di blu, circondato da scogliere bianche e segmentate, dovete seguirci in questa nuova e soleggiata avventura… Senza indugiare, tuffatevi insieme a noi nel mare del Salento!

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Cari viaggiatori, il nostro Salento tour – nel Sud della Puglia – ha avuto inizio ad Est, in quella parte della regione che guarda verso il Mar Adriatico. Sì, perché il Salento è bagnato da due mari: l’Adriatico e lo Ionio. Non a caso i greci chiamavano questa terra “Messapia” ossia “terra fra due mari”.

Martano, il nostro campo base.

Arrivati in provincia di Lecce, a soli 20 minuti da Otranto,  abbiamo scelto come campo base il piccolo comune di Martano. Poco più di 9 mila persone, ma un’energia incontenibile. Appena giunti in paese siamo stati travolti da una folla di persone, biciclette, bancarelle e giostrine. Tutti pronti a festeggiare fino a notte fonda la “Notte Bianca”. Per noi instancabili viaggiatori è stata una sorpresa inaspettata, ma decisamente ben accolta, che ha cambiato leggermente i nostri programmi di viaggio.

Prima di lanciarci nella notte martenese, però, abbiamo deciso di passare un pomeriggio in riva al mare per buttare una prima occhiata ad una delle spiagge più famose del Salento e per praticare in questo paradiso italiano l’amato Snorkeling.

La baia dei Turchi

Andando verso Nord abbiamo fatto tappa nella famosa Baia dei Turchi con l’obiettivo di vedere le sue rinomate scogliere e naturalmente il mare, che a dire di altri siti di viaggio, è eguagliato solo dal mar dei Caraibi.

Sara vero?

Per raggiungere la “Baia dei Turchi”, è sufficiente spostarsi a pochi chilometri da Otranto in direzione nord. Questa spiaggia – così chiamata perché pare che vi siano approdati i Turchi nel corso dell’invasione della città di Otranto nel XV secolo – è circondata da una rinfrescante pineta che, attraverso un intricato intreccio di alberi e siepi, conduce al mare. Ci troviamo nel Parco Naturale dei Laghi Alimini, che comprende due bacini d’acqua: uno salato, l’altro d’acqua dolce.

Benvenuti ai Caraibi

A questo punto, dopo esservi lasciati sfiorare e, anche un po’ sfregiare, dalla folta vegetazione del Parco Naturale, si aprirà innanzi a voi un paesaggio davvero spettacolare.IMG 9609 169x300 - Un giro in Salento

L’acqua è azzurra e la sabbia bianchissima: un paradiso!

Piccolo problema: non ci sono spiagge, salvo piccoli tratti sabbiosi. Per godere del panorama bisogna arrampicarsi sulla scogliera e cercare, attraverso scalinate ricavate nella roccia calcarenitica (di tufo) di arrivare al mare. L’acqua a questo punto apparirà un po’ meno caraibica, ma soprattutto disprezzerete da subito l’inciviltà dei turisti che hanno reso anche questo paradiso, un piccolo centro di raccolta dell’immondizia! :-/ Immaginate che delusione per noi amanti dello Snorkeling…

Baia di Santo Stefano

Borsoni alla mano e capelli bagnati da un’acqua non proprio cristallina, abbiamo raggiunto a piedi la Baia di Santo Stefano, che si trova sempre all’interno del Parco Naturale dei laghi Alimini.IMG 9599 300x169 - Un giro in Salento

Anche qui lo scenario è simile a quello della Baia dei Turchi, unico divertimento in più sono le più alte scogliere che di tanto in tanto formano delle piscine naturali nelle quali i turisti amano tuffarsi.
Entrambe le Baie posso essere percorse a piedi facendo molta attenzione a dove si mettono i piedi. Un comodissimo parcheggio ad ore, vi consentirà per pochi euro di lasciare la vostra auto in custodia per tutto il giorno.

Ritorno a Martano

Tornati sui nostri passi, abbiamo fatto ritorno a Martano con l’intento di cambiarci e di mettere qualcosa sotto i denti. Prima tappa, quindi, della nostra prima serata in Salento è stato un piccolo e frequentatissimo ristorante di Martano “L’Osteria”. Premesso che durante una Notte Bianca tutto diventa caotico e disordinato, l’accoglienza riservataci non è stata delle migliori e il servizio, neanche a dirlo, è stato lentissimo. Dopo un’ora siamo riusciti a mangiare un’insalata e delle patate “bruciacchiate” al forno 🙁

La notte bianca di Martano

Poco male, ci siamo rifatti per strada. Tra zucchero filato e frutta bagnata al rum siamo diventati anche noi parte dell’incontenibile festa. Abbiamo assistito a spettacoli itineranti dall’aria molto parigina, e fatto visita al Palazzo del Barone: una dimora signorile situata nel centro di Martano che ha ospitato una mostra pittorica di giovani artisti.

Vi segnaliamo le opere della bravissima Gianna Stomeo che hanno catturato la nostra attenzione.

Scesi nuovamente in piazza abbiamo fatto visita al vecchio salone di un barbiere d’altri tempi e assistito allo spettacolo degli sbandieratori. Una visita alla barocca Chiesa dell’Immacolata e un ultimo giro fra danze e mele caramellate.

Giorno 2: Verso Torre Sant’Andrea

Il nostro secondo giorno salentino è iniziato con una meravigliosa colazione nella sala del B&B che ci ha ospitati. Vi segnaliamo il suggestivo “Borgo Terra”: incantevole, raffinato e abbastanza economico. Grazie ai suggerimenti della gentile governante del Borgo, ci siamo diretti nuovamente verso nord alla scoperta di un altro famoso angolo di paradiso del salento: Torre Sant’Andrea.

Come arrivarci

Quest’ultima è una frazione del comune di Melendugno. Arrivarci è molto facile, e come per tutte le tappe di questo tour, vi suggeriamo di percorrere la litoranea per godere a pieno del panorama e vederlo cambiare poco a poco davanti ai vostri occhi. Se intendete raggiungere questa località  da nord, Torre Sant’Andrea si trova subito dopo Torre dell’Orso dalla quale dista 4 Km circa. Al contrario se provenite da Sud, dovrete allontanarvi circa 14 km da Otranto.

La bellezza dei faraglioni

Anche Torre Sant’Andrea non possiede delle spiagge, ma un lungo tratto di costa alta e frastagliata, modellata dall’azione incessante del vento. In questa occasione ho rischiato più volte di perdere il mio cappello, ma salvo qualche piccolo imprevisto, questa baia ci ha molto colpito. Merita di essere vistata, soprattutto per la presenza dei suoi alti e suggestivi faraglioni: dei giganteschi massi di pietra che fuoriescono dal mare assumendo forme molto suggestive e particolari.

Verso Torre dell’Orso

Dopo esserci lasciati alle spalle gli alti giganti che spuntano dal mare di Sant’Andrea, abbiamo deciso di proseguire ancora verso nord, in direzione Torre dell’Orso. Sono certa che anche chi non ha mai visitato il Salento, conosce di fama questa località turistica! In effetti Torre dell’Orso è frequentatissima dai bagnati salentini e non, grazie al fatto che possiede un ampio tratto di spiaggia. La costa, in effetti, rientra dolcemente dando vita a questa baia che già dall’alto dà ancora una volta la sensazione di trovarsi ai Caraibi. Sabbia dorata, acqua trasparente e mare azzurrissimo.

Spiagge nere ed affollate

Il vero problema è trovare un piccolo angolo nel quale sistemarsi, poiché l’intera area è IMG 9823 169x300 - Un giro in Salentooccupata da lidi attrezzati. Il gran caos ci ha letteralmente travolti, ma Roberto ed io eravamo decisi a praticare Snorkeling in questo magico tratto di costa. Zaini in spalla abbiamo percorso a piedi l’intero tratto di spiaggia per poi godere dei lisci fondali della baia.

Piccolo intoppo: i fondali non sono particolarmente suggestivi, ma soprattutto camminare sulla spiaggia non dà propriamente l’idea di una distesa caraibica. Non essendo degli esperti abbiamo avuto difficoltà a capire come mai il bagnasciuga fosse interamente nero. Seppur dall’alto la spiaggia appaia bianchissima, in rima al mare è tutto molto diverso.

La grotta dell Poesia

Proseguendo ancora verso nord vi segnaliamo un altro luogo particolarmente frequentato dai turisti: la Grotta della Poesia, una sorta di piscina naturale scavata all’interno della roccia. Su questo luogo si raccontano moltissime leggende. La più suggestiva è quella che narra di un gruppo di poeti giunti sul posto dopo aver saputo che le acque della grotta accoglievano le candide grazie di una principessa orientale… Che furbacchioni!

A questo punto del viaggio abbiamo deciso di cambiare rotta e virare verso Sud, con destinazione Baia dell’Orte.

Verso sud: Baia dell’Orte

Vi confesso che fino a questo momento non avevo ancora esclamato una sola volta WoW. Il che è inusuale perché, di tanto in tanto, durante i viaggi di “Un giro in Italia”, capita che io rimanga ipnotizzata da qualcosa e inizi a produrre suoni onomatopeici! 🙂

Ammetto che la costa nord di Otranto è interessante, a tratti suggestiva, ma non è WoW. Ho iniziato a spalancare gli occhi solo quando ho visto la bellezza incontaminata che si estende lungo la costa Sud.

La natura incontaminata

Se guarderete dall’alto Baia dell’Orte ne sarete assolutamente rapiti, per la sua grandezza e per la solitaria avvenenza. Pensate che questo posto si trova solo a 4 Km a Sud di Otranto eppure sembra che nessun uomo ci abbia ancora messo piede. Non ci sono stabilimenti né strutture ricettive, solo il fascino di una assoluta natura incontaminata! La vista è spettacolare e se si riesce a raggiungere il mare attraverso la scoscesa scogliere, si può godere appieno del silenzio più assoluto, rotto soltanto dallo scosciare delle onde.

Torre del Serpente e il faro della Palacia

Vi segnaliamo in quest’area la Torre del Serpente e il Faro della Palacia che fanno da cornice a questo splendido dipinto fatto di blu, di verde e del rosso ocra della terra.

Abbandonare questo lido è difficile: la vista ti fa cadere in trance. Eppure, noi instancabili viaggiatori non ci siamo fermati, decisi a veleggiare lungo la costa per scoprirne tutte le sue meraviglie.

Torre Minivervino

Piccola sosta per visitare Torre Minervino – opera di fortificazione e di difesa costruita nel XVI secolo, per volontà di Carlo V, in seguito agli attacchi dei saraceni – e poi di nuovo verso Sud per raggiungere Porto Badisco.

L’approdo di Enea

A circa 8 km da Otranto si trova questa località che secondo IMG 97841 169x300 - Un giro in Salentoun’interpretazione dell’Eneide virgiliana sarebbe stata il primo approdo di Enea: l’eroe troiano fuggito in Italia dopo l’incendio della sua città, Ilio. Tuttavia i riferimenti letterali del VI Canto dell’Eneide parlano chiaramente di un luogo nel quale si ergeva un tempio dedicato a Minerva frigia con un porto ad arco. Tutti questi elementi, benché rovinino la magia di Porto Badisco, fanno pensare che la location virgiliana sia quella del porticciolo romano di Castro dove un gruppo di archeologi avrebbe in effetti rinvenuto una statua femminile della dea Minerva, confermando così le ipotesi degli scopritori.

Ancora verso sud: Santa Cesarea Terme

Poco male, a noi piace l’idea che Enea sia approdato in questa suggestiva baia. E così, dopo averne scorto la sagoma su di un veliero che navigava in alto mare, siamo andati oltre, con l’intento di raggiungere Santa Cesarea Terme.

Quest’ultima si trova a poco più di 16 Km da Otranto. E che si tratti di una piccola meraviglia lo si capisce subito. Conosciuta in tutta Italia per essere una delle stazioni idrotermali più importanti del Sud del nostro paese, coniuga meravigliosamente le classiche e benefiche cure termali con un mare da favola.

Santa Cesarea, una piccola meraviglia

Lungo tutta la cittadina, si trovano numerosi stabilimenti balneari e alberghi che, attraverso una serie di scalinate, facilitano l’ingresso al mare. Purtroppo, lo dobbiamo specificare, ci troviamo in un tratto di costa molto ripido e frastagliato e ci rendiamo conto che non per tutti risulterebbe facile immergersi in queste acque. Ma credetemi: ne vale assolutamente la pena!

IMG 9909 169x300 - Un giro in SalentoLo sfruttamento delle acque solfuree e dei fanghi termali di quest’area risale al II secolo a.C. e oggi l’economia della cittadina continua a basarsi su questo. Le acque curative sgorgano da quattro grotte: la Gattulla, la Solfatara, la Solfurea e la Fetida. Ho trovato molto suggestiva la leggenda che vorrebbe collegare la nascita di queste acque solfuree al disfacimento dei corpi dei giganti Leuterni, uccisi dal possente Ercole. Vi consigliamo di visitarla in toto, anche perché si fa relativamente presto. Non perdetevi l’occasione di far visita all’incantevole Villa Sticchi … Una meraviglia per gli occhi!!!

Villa Sticchi

Questo edificio costituisce una delle più importanti espressioni dello stile moresco (stile diffuso nell’800 in diverse località balneari del Salento). L’edificio, costruito da Giovanni Pasca, si trova a 20 metri s.l.m. su uno sperone roccioso. È come trovarsi sulla location de “Le mille e una notte”… L’aria calda e una luna rosacea hanno fatto da cornice alla magica serata trascorsa in questa località da sogno.
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Verso Otranto: Otranto by night

Tornando sui nostri passi dopo un vero e proprio tour de force, la nostra seconda serata in Salento ci ha portati alla scoperta della città che divide le baie della costa nord da quelle della costa sud del Mar Adriatico: Otranto. Seguiteci, allora, in questa caldissima Otranto by night!

Questa località marittima è il comune più orientale d’Italia. Il capo omonimo, chiamato Punta Palascìa, a sud del centro, è il punto geografico più a est della penisola italiana. Pare che sulla base di convenzioni nautiche, questo luogo sia il punto esatto di separazione tra il Mar Ionio e il Mar Adriatico. Suggestivo, no?

Otranto e il suo castello

Appena arrivati, siamo rimasti colpiti dalle imponenti mura del Castello Aragonese, che ha dato il nome al primo romanzo gotico della storia: “Il castello di Otranto”. Lo sapevate?

Scritto da Horace Walpole nel 1764 racconta, tra leggende, fantasmi, tradimenti e segreti di una profezia alla quale era legata la signoria di Otranto. Ora, alzi la mano chi lo ha letto! Nessuno? Oh santo cielo, dovete rimediare. 🙂

Dopo aver lungamente ammirato i torrioni del castello, attraverso un modernissimo ponte levatoio, siamo entrati nelle sue mura per godere della viva notte otrantina. Tutte le strade sono cariche di negozi, illuminati e variopinti, con oggetti tipici messi in vendita.

La notte otrantina

IMG 0073 169x300 - Un giro in SalentoSiamo stati letteralmente travolti da una folla scalpitante, entusiasmata da un concerto tenutosi alle spalle del famoso Monumento agli Eroi e ai Martiri di Otranto.
Nello stesso posto abbiamo visitato una mostra fotografica che ritraeva i luoghi più suggestivi del Salento e in fine una doverosa visita alla Cattedrale dell’Annunziata sorta sui resti di una domus romana e di un tempio paleocristiano. Veramente bellissima! Una visita anche alla Chiesa di San Pietro e un’ultima passeggiata sul Lungomare degli Eroi prima di lasciarci sopraffare del tutto dalla stanchezza.
Un’altra notte a Martano per recuperare le forze e poi di nuovo in sella per scoprire il resto della costa salentina.

Terzo giorno: verso Santa Maria di Leuca

Terzo ed ultimo giorno in Salento, questa volta con una destinazione ancora più ambiziosa. Continuare verso Sud per raggiungere Santa Maria di Leuca.

Prima, però, ci aspettava un’altra suggestiva tappa consigliataci sempre dalla governante del nostro B&B: la Grotta della Zinzulusa.

La grotta Zinzulusa

Lungo il litorale che collega Castro a Santa Cesarea Terme si trova questa grotta naturale invasa da acque sia marine che dolci, di origine sorgiva. Guardare in queste acque è stato come affacciarsi in uno specchio, tale è la loro limpidezza.

Il nome Zinzulusa, che ci ha fatto ridere per un bel po’, dipende dal fatto che l’intera grotta è rivestita da stalattiti che somigliano a dei “zinzuli” ossia degli “stracci” in dialetto salentino.

Un altro angolo di paradiso

Un paradiso per gli amanti della speleologia subacquea, (e non è il nostro caso), la grotta si compone di tre parti: un ingresso (caratterizzato come ho già detto, da stalattiti e stalagmiti), una cripta (cioè una cavità con pareti alte fino a 25 metri) e un fondo (che sarebbe la parte terminale della grotta). A quanto ci hanno detto, questa caverna – che mi ha fatto venire in mente una serie di claustrofobici film da “The cave” a “Sanctum” –  ha al suo interno dei bacini interamente sommersi, esplorati fino a 250 metri…Da brivido!

Ritornati in auto, abbiamo dovuto saltare qualche pit-stop per riuscire a raggiungere in tempo Santa Maria di Leuca. Dopo quasi un’ora di viaggio, eccoci arrivati nella famosissima località posta all’estremo sud del tacco della nostra bella Italia.

Santa Maria di Leuca

Si tratta di una frazione di poco più di mille abitanti in provincia di Lecce, conosciuta principalmente per la sua Basilica che dall’alto guarda verso il mare.

Enea e San Pietro

Una leggenda vuole che Santa Maria di Leuca sia stata in realtà il primo vero approdo di Enea. Ma su questo c’è parecchio da dibattere con Porto Badisco. Ad ogni modo, successivamente, sarebbe arrivato dalla Palestina anche San Pietro, per evangelizzare le genti di questi luoghi. Il passaggio di San Pietro è celebrato per questa ragione dalla colonna corinzia del 1694 eretta sul piazzale della Basilica. Di fianco alla stessa è possibile godere della vista del bellissimo Faro di Santa Maria che al suo interno ha una scala a chiocciola di 254 gradini che portano fino all’apparato di proiezione.

Il tacco a spillo dell’Italia

Tornati di nuovo in auto non ci rimaneva che costeggiare il resto del nostro tacco a spillo e raggiungere l’ultima tappa di questo “giro in Salento”: Lido Pizzo nella Baia Verde di Gallipoli.

In quest’ultimo tratto di viaggio abbiamo volontariamente scelto di continuare a costeggiare i tanti lidi che si susseguono dopo Santa Maria di Leuca.

Verso la baia di Gallipoli

IMG 0292 169x300 - Un giro in SalentoDa qui in poi lo scenario marittimo cambia drasticamente e alle puntute e diversificate scogliere si sostituisce un sempre identico e pianeggiante nastro di spiagge. Per me che non amo particolarmente la sabbia né lo scenario tipicamente piatto dei lidi del Golfo tarantino, le località di Pescoluse, Torre Pali, fino a Torre Mozza, non hanno destato nessun entusiasmo. Fortunatamente, e in maniera del tutto inaspettata, è stato interessante scoprire la Baia di Gallipoli.
Il Lido Pizzo che ha chiuso il nostro cerchio salentino si è rivelato davvero splendido. I fondali suggestivi e cangianti ci hanno deliziato durante la nostra ultima immersione e il dolce sole del pomeriggio ci ha riscaldati al termine di questa stagione estiva.

In definitiva l’esperienza salentina è stata straordinaria! Per noi del Sud è un vero e proprio fiore all’occhiello. Bello tanto quanto la costiera amalfitana, seppure in maniera differente.

Continuate a viaggiare con noi!

#Staywithus