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Viterbo

Cari viaggiatori, “Un giro in Italia” questa volta vi farà conoscere le meraviglie della Tuscia (l’area dell’Alto Lazio compresa fra Toscana e Umbria), in particolare della bella città di Viterbo. Il nostro viaggio è stato all’insegna della scoperta, non solo dell’antico borgo medioevale della città bensì di un’inedita città sotterranea. Se volete conoscere il passato, i misteri e le meraviglie di questa cittadina, non vi rimane che seguirci. Silenziosi ci addentreremo nei meandri di queste antiche e suggestive mura medioevali, che tanto hanno visto in passato e tanto vogliono raccontare a chi avrà buon udito per ascoltare.

La tuscia e i suoi luoghi straordinari

Secondo la tradizione le popolazioni etrusche che vivevano nei villaggi dell’Alto Lazio, circostanti all’attuale città di Viterbo, venivano chiamate “Tusci”. Tuscia Viterbese è, quindi, il nome letterario di questa provincia a Nord di Roma posta fra Umbria, Toscana e Mar Tirreno. I paesi che ne fanno parte sono tutti luoghi straordinari pregni di numerosi avvenimenti storici ma soprattutto di suggestive leggende. Questa zona rappresenta la culla della civiltà del Lazio e in essa si alternano antichi borghi medioevali, valli incontaminate e testimonianza artistiche di ogni genere.

La città

Viterbo, in particolar modo, è una città davvero originale e affascinante: il centro storico è compreso all’interno di un’alta cinta muraria e, nonostante i gravissimi danni causati dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale, ha mantenuto in varie parti un caratteristico aspetto medievale. Lo testimonia la meravigliosa Piazza San Lorenzo, dove si trova il Duomo della città, che abbiamo visitato a sera inoltrata dopo il nostro arrivo in città.

Qui si trova anche il famoso: Palazzo dei Papi.

La Beata Rosa 

Viterbo è infatti la città dei pontefici, luogo del più lungo conclave della storia, e patria della Beata Rosa (patrona della città), che si festeggia il 3 settembre con il tradizionale trasporto della “macchina”: una struttura alta circa 30 metri e MG 9934 200x300 - Viterbodel peso di 5 tonnellate, portata a spalla da un centinaio uomini chiamati “i facchini” per un tragitto di circa 1200 m all’interno del centro cittadino.

Il centro storico

Appena siamo arrivati in città abbiamo imboccato la via principale del centro: Corso Italia.

È la via dello shopping e del passeggio, che divide Viterbo a metà. Qui abbiamo fatto subito una piccola sosta nell’incantevole Chiesa sconsacrata di Sant’Egidio, che nei giorni 24, 25 e 26 dicembre ha ospitato il golosissimo “ChocolArt”: un evento gastronomico dedicato alla realizzazione di grandiose sculture in cioccolato. Un vero paradiso per i mangioni come noi! 🙂

Viterbo 6 200x300 - ViterboLe auto e il centro storico

Dobbiamo precisare che Viterbo ha diverse porte d’accesso al centro storico (circondato da possenti mura in peperino: la pietra locale dal caratteristico colore grigio), e sono tutte regolamentate da semafori. La cosa che di fatto ci è subito saltata all’occhio – creandoci tra l’altro molti problemi – è stato il continuo ed incontrollato afflusso di auto per le strade del centro. Gli automobilisti sfrecciano sulla strada in pavé con la stessa velocità e disinvoltura di Ayrton Senna, totalmente incuranti dei pedoni. Anche se armati di valigia…

Le auto ovunque!

Poche delle foto che siamo riusciti a scattare nel centro storico sono prive di auto! I viterbesi hanno la cattiva abitudine di parcheggiare ovunque, fin dentro i negozi o nelle chiese antiche. Le auto sono ovunque, anche nel quartiere medioevale, che si trova nella zona ovest del centro. È una situazione terrificante, che penalizza moltissimo l’immagine della città!

Il centro storico

A parte questo problema, la parte antica si percorre facilmente e in breve tempo. Da Corso Italia si accede in Piazza Plebiscito (anche Piazza del Comune), che rappresenta il centro vivo di Viterbo. In occasione del Natale è stato innalzato un luminoso albero, insieme ad un presepe a grandezza umana, con statue molto pregiate.

In questa piazza si affaccia il bellissimo Palazzo dei Priori, sede del Comune, nel quale è allestita una mostra dedicata alla “Vita silenziosa delle cose” (aperta fino al 30 gennaio 2016). Per l’occasione è stato possibile vedere alcune sale normalmente chiuse al pubblico come la Sala Regia, la Sala della Madonna e la Sala del Consiglio.

In memoria della guerra e del ruolo che la città rivestì in quell’occasione, sulla facciata interna del Palazzo – che guarda verso una graziosa fontana del Seicento – si trova un’incisione che commemora un discorso fatta dal generale Armando Diaz.

Proseguendo verso piazza della Morte

Da questa piazza è possibile raggiungere Via San Lorenzo che conduce al Viterbo 54 200x300 - Viterbovecchio Quartiere medievale di San Pellegrino, passando per la famosa Piazza della Morte.

Il nome, come immaginerete, crea un certo sbigottimento e molti turisti suppongono che derivi dal fatto che in questo piccolo largo si svolgessero delle esecuzioni capitali durante il periodo medievale. L’origine del nome tuttavia va ricercata nel fatto che, nel corso del XVI secolo, si stabilì nella vicina Chiesa di San Tommaso la Confraternita dell’Orazione e della Morte, che aveva lo scopo di dare degna sepoltura ai cadaveri abbandonati nelle campagne da quelle famiglie che non avevano possibilità di offrire loro le giuste esequie. Non è un caso, tra l’altro, che a pochi metri dalla piazza si trovi una stradina chiamata Via del Cimitero. La denominazione comunque non rende giustizia a questa piccola piazza circondata da alberi con, al centro, la caratteristica fontana “a fuso” tipica dei borghi della Tuscia.

Viterbo Sotterranea

Qui è anche possibile fare visita alla “Viterbo Sotterranea”. Una giovane associazione organizza infatti visite guidate nelle gallerie che si trovano al di sotto della città. Il biglietto è di 4 euro, ma ad esser sinceri il costo non vale il giro!!! Il percorso è brevissimo e, a dispetto dei 6 chilometri di gallerie di cui parlano, sono visitabili a stento 100 metri. Se siete curiosi come noi probabilmente un salto lo farete, ma l’accoglienza non è tanto buona e la bottega – dalla quale si passa per accedere alle gallerie – ha prezzi simpaticamente “variabili”…

Proseguendo in centro

Lasciato questo luogo abbiamo proseguito verso il Duomo, facendo una sosta ai piedi della Loggetta di Palazzo Farnese. Qui, abbiamo potuto scattare bellissime foto al meraviglioso Palazzo dei Papi e alla Cattedrale di San Lorenzo.

Verso il quartiere medievale

Tornando sui nostri passi, e imboccando Via Valle Cupa, si oltrepassa un piccolo ponte che conduce al Quartiere medievale. A San Pellegrino sembra in effetti che il tempo si sia fermato: le case sono costruite direttamente sul tufo e non hanno più di due piani. Molte abitazioni, tra l’altro, si affacciano su splendidi cortili, che ancora oggi sono chiamati in dialetto viterbese “richiastri”.

La Piazza omonima rappresenta uno degli ambienti più incantevoli del quartiere. Se non fosse, anche qui, per le auto ammassate praticamente ovunque! Vi segnaliamo all’interno della zona, anche la piccola Chiesa di Sant’Andrea e la più lontana Chiesa di San Carlo.

Il ricordo più bello, però, che conserviamo di questo quartiere è l’incontro con un dolce e paffuto gatto che abbiamo soprannominato Mocio. 🙂

I butti Viterbesi

Una cosa molto interessante che abbiamo Viterbo 55 300x200 - Viterboscoperto parlando con un giovane abitante del posto riguarda i cosiddetti “butti viterbesi”. Si tratta di pozzi scavati nel tufo nei quali venivano gettati oggetti domestici considerati ormai vecchi o poco utili. Oggi, ritrovare vasellami ed altri cocci rappresenta un buon business nel settore dell’antiquariato.

Le terme

Non ci rimane che segnalarvi la possibilità di rilassarsi, anche durante la stagione invernale, nelle vasche termali della zona. Eh sì, vi confessiamo di aver appreso questo particolare solo sul posto, pensando che l’unico stabilimento fruibile fosse quello delle famose Terme dei Papi. In realtà a poco più di 2 chilometri dalla zona centrale di Viterbo si trova una sorgente all’aperto chiamata Piscine Carletti situata in prossimità dell’incrocio tra la Strada Terme e la Strada Tuscanese. Noi l’abbiamo visitata, ma non abbiamo avuto una buona impressione sull’area. Non è molto pulita e neanche tanto sicura!

Decisamente migliori le più lontane Sorgenti del Bagnaccio che si trovano in aperta campagna tra la Strada Martana e la Strada Castiglione. Entrambe le piscine sono gratuite!

Parentesi gastronomica

Un’ultima parentesi va dedicata all’area gastronomica. Abbiamo mangiato in alcuni ristoranti del posto, ma non ci sentiamo di segnalarne nessuno in particolare. La propensione culinaria è naturalmente incentrata sulla preparazione di cibi a base di carne ed insaccati. Si prediligono soprattutto la carne di agnello cotta al forno e quella di maiale. Non a caso il piatto tipico è “ la Pignataccia”, uno stufato cotto al forno fatto con ritagli di carne ed interiora di bovino e suino.

Il nostro viaggio alla scoperta di Viterbo si conclude qui. Ma la Tuscia è ancora tutta da visitare. Restate con noi per un’altra sorprendente avventura nella nostra meravigliosa Italia.

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